Questa mattina ho partecipato, insieme al Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, all’assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino, al presidente di Libera Nando dalla Chiesa e al presidente della commissione antimafia David Gentili, alla cerimonia di apertura del secondo festival dei beni confiscati alle mafie. Tanti sono i motivi per cui sono orgogliosa e onorata di partecipare alla giornata inaugurale di quella che considero una grande vittoria della legalità e della nostra Regione sulle mafie e sulla criminalità che minacciano il nostro territorio. Una festa per l’arte, per la musica e per il cinema, per la città e per i cittadini. Una festa per la cultura nel senso più ampio del termine, che parte dalla tutela e dalla valorizzazione del nostro patrimonio artistico, monumentale e paesaggistico per arrivare ai singoli cittadini. Ed è proprio dai singoli cittadini che dobbiamo partire per rinnovare e cambiare un Paese caduto in una crisi morale e spirituale oltre che economica. Un Paese che sta rischiando di perdere la propria identità e di gettare un patrimonio inestimabile fatto non solo di cultura e beni culturali ma anche e soprattutto di persone, di storia, di valori e di esperienze. Proprio alle persone e ai cittadini credo vada dedicata questa giornata e questi giorni di festa, perché possano scoprire o riscoprire la bellezza della loro città e dei molti luoghi riaperti al pubblico grazie a questa iniziativa. Ma soprattutto perché siano loro stessi, prima che gli enti locali e lo Stato, ad opporre una cultura del bene comune, della legalità e del rispetto alla cultura dell’indifferenza, del vandalismo, dell’illegalità e del disprezzo della cosa pubblica. Un lavoro che deve partire senza dubbio dai nostri ragazzi, e credo sia molto importante che in questa edizione del festival siano stati coinvolti i giovani e le scuole con iniziative a loro dedicate: l’amore per il nostro Paese e per la sua bellezza deve partire e ripartire dalle nuove generazioni. Milano sia allora un punto di partenza e un esempio per la lotta alla criminalità e all’illegalità in tutte le sue forme e questi giorni siano il modo più bello e importante di onorare il ricordo di Lea Garofalo, che ha contribuito con il proprio sacrificio ad aprire gli occhi su un problema che non è più monopolio di alcune zone del Paese, ma che tocca e che riguarda tutti noi.
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