BIOTESTAMENTO: TRA IL DIRE E IL FARE C’È DI MEZZO… UN DIRITTO CHE ANCORA NON C’È

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Il Parlamento con l’approvazione di una legge sul fine vita e grazie all’iniziativa del Partito Democratico, ha riconosciuto un diritto fondamentale e ha scritto una pagina importante per quello che riguarda i diritti civili. Da ieri il biotestamento è legge. Ma, come per tutto ciò che rompe gli schemi e rende un Paese più civile, la fase iniziale è sempre quella più complicata. E se in Italia alcuni comuni si sono mossi con largo anticipo istituendo registri per le Dat ancora prima della riforma, penso per esempio a Milano o a Torino, altri sono in attesa di ricevere una circolare esplicativa che illustri come muoversi in questo nuovo campo. Altri ancora sono al lavoro. C’è ancora tanta strada da fare, anche perché forse nessuno credeva che, in un Paese come l’Italia, sarebbe stata approvata una legge a tutela di un diritto fondamentale come quello di poter morire con dignità. Le amministrazioni non sono ancora adeguatamente preparate ma, grazie al sostegno di enti privati come l’Associazione Luca Coscioni, i cittadini avranno un aiuto concreto. Con il mese di marzo nascerà un nuovo Governo che confido manterrà questo tema tra le sue priorità, affinché il diritto per qualunque soggetto ad una morte dignitosa diventi una prassi consolidata in Italia e non più una notizia di cronaca da considerare un caso di rottura con il passato.

Per saperne di più:

LEGGI L’ARTICOLO SU “La Repubblica”

– www.associazionelucacoscioni.it/