A DAVOS PER PARLARE DI CONTESTO, PAESAGGIO E AMBIENTE E DI QUALITÀ ARCHITETTONICA COME CHIAVE PER IL BENESSERE DELLE COMUNITÀ: QUESTA È BAUKULTUR

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Davos è in questi giorni la sede del World Economic Forum e, in occasione di questo importante appuntamento, la Confederazione Svizzera ha promosso un incontro tra ministri della cultura o i loro rappresentanti sul tema della Baukultur a cui ho partecipato: una nuova proposta che pone il concetto di qualità dell’ambiente costruito come punto di partenza per una nuova visione delle città. Non si tratta solo di parlare dell’uso di materiali nell’edilizia, ma di architettura, di cultura, di possibilità di coniugare la tutela dell’identità culturale di un luogo con la creatività al servizio della rigenerazione urbana e delle nuove costruzioni, soprattutto se sono delle infrastrutture. Questi temi sono fondamentali per il nostro Paese in cui il contesto è minuto e spesso compromesso da decenni di politica incapace di promuovere progetti di qualità. La dichiarazione di Davos in modo articolato e approfondito lancia un messaggio preciso che, attraverso i partecipanti a questa conferenza, deve arrivare a tutti governi e all’Unione Europea. La qualità è la chiave per affrontare le trasformazioni del contesto e garantire condizioni di vita migliori alle comunità. Tutto questo è stato anche il tema degli Stati Generali del Paesaggio che si sono tenuti a Roma in ottobre ed è importante che tanti paesi, soprattutto europei, si impegnano a condividere questo approccio. Il MiBACT, con la  direzione per l’arte contemporanea e le periferie e i sostanziosi investimenti messi a disposizione dal governo per la riqualificazione urbana, ha dimostrato di avere anticipato il senso della dichiarazione di Davos con la cui approvazione unanime si lancia un messaggio che è una visione a lungo termine nell’interesse dei cittadini e della qualità della vita delle nostre comunità.