CHI VIOLENTA IL PAESAGGIO?

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Caro Vittorio,

memore e anche grata per il tuo straordinario impegno, coronato da successo, per la salvezza del sito di Sepino, leggo sempre ciò che scrivi con interesse e in particolare la tua striscia “Sgarbi quotidiani” su un grande giornale nazionale. Oggi vedo che hai voluto commentare i recenti Stati Generali del Paesaggio, organizzati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e, in particolare, da me: si è trattato di un impegno faticoso, anche perché sono stati chiamati più di 40 relatori, ed è stato presentato un Rapporto molto sostanzioso e ricco di informazioni sullo stato delle politiche del paesaggio. Forse il risultato positivo da molti riconosciuto mi fa da velo, e devo ammettere di non aver controllato ora per ora il funzionamento della diretta in streaming dell’intero evento che abbiamo organizzato, per cui potrei non essermi accorta di eventuali interruzioni, ma mi chiedo: che film hai visto? Perché scrivi “hanno tutti parlato d’altro”? Sembra che più che gli Stati Generali del Paesaggio, in un empito risorgimentale che ti fa comunque sempre onore, tu abbia visto “In nome del papa Re”, visto che non sembra esserti piaciuta nemmeno la straordinaria e commovente lectio magistralis del Cardinal Ravasi, che ha commosso tutti i presenti quel giovedì mattina del 26 ottobre. Una lezione sul tema del Paesaggio e Natura nella Bibbia che invece è stata piena – come del resto tutti gli Stati Generali, comprese le conclusioni del ministro Franceschini e del Presidente del Consiglio Gentiloni – di indicazioni sui rischi che il Paesaggio corre, sui danni che ha sofferto, e sulla strada diversa sia normativa che operativa da intraprendere al più presto per salvaguardarne identità e corpo. Te lo potrà confermare anche Oreste Rutigliano di Italia Nostra che tu citi e che davvero non merita la tua critica di “aver taciuto” critiche e rischi, e che tu giustamente apprezzi per il suo indefesso impegno per il nostro Bel Paese. Ma certo, essendo tu un moderno Tommaso (Giovanni 20, 19 – 25) non pretendo di convincerti in absentia sulla bontà e onestà intellettuale del nostro lavoro che ha aperto la strada alla Carta del paesaggio: un’agenda puntuale e molto dettagliata che raccoglierà quanto emerso durante gli StatiGenerali, condivisa con il corpo tecnico del Ministero e “consegnata”a chi avrà la responsabilità di guidare questo Paese e, in particolare, di seguire questo ambito. Preferisco farlo sul futuro. Come hai giustamente sottolineato tu, c’è molto da fare. Vogliamo farlo insieme senza contrapposizioni? Per esempio: la legislatura è agli sgoccioli. Abbiamo ancora però l’opportunità di far approvare la legge sul consumo di suolo ferma al Senato e che affronta almeno alcuni dei problemi da te sollevati. Perché non lavoriamo insieme alla costruzione di una civica alleanza tra tutte le persone libere e forti interessate a tramandare il nostro Paesaggio integro nella sua pur necessariamente sempre mutevole identità, che punti alla sua approvazione prima della fine di questa legislatura?

Con stima