DUE LEGGI ASPETTANO E NON POSSONO ESSERE RIMANDATE: TESTAMENTO BIOLOGICO E CONSUMO DI SUOLO

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In questi giorni il dibattito sullo Ius Soli si è rafforzato grazie all’iniziativa partita dalle scuole – e alla quale hanno aderito alcune istituzioni e rappresentanti politici – di una staffetta del digiuno affinché l’iter parlamentare venga completato. Ovviamente sono perfettamente d’accordo con chi ritiene che lo Ius Soli sia una legge necessaria e civile.

Non è però l’unica che deve vedere prima della fine della legislatura completato il proprio iter. Sono due i provvedimenti che attendono di essere approvati e che rischiano in un gioco di veti incrociati non sempre palesi e non sempre giustificabili dalla dialettica parlamentare di non vedere la luce: il testamento biologico e la legge sul consumo di suolo.

Il testamento biologico è un testo equilibrato, che ha già passato l’esame della Camera dei Deputati e deve affrontare quello del Senato. Un testo fondamentale per ribadire il diritto a una morte dignitosa, il diritto di scegliere che spetta a ciascun essere umano in rapporto al proprio fine vita. Una legge che sarebbe vergognoso rimandare alla prossima legislatura, anche perché sono possibili maggioranze trasversali se il dibattito venisse finalmente sottratto, come dovrebbe avvenire per qualunque legge che tocca i diritti fondamentali, alla dialettica politica. Ci sono moltissime proposte di emendamenti, spesso più per bloccare l’iter della legge che per sancire una posizione etica diversa. Credo che la responsabilità di coloro che vogliono fermare l’approvazione del testamento biologico in Senato sia grandissima nei confronti di milioni di cittadini che invece reclamano un diritto già regolato in tutti paesi civili da norme specifiche.

Il consumo di suolo in Italia è tra i più alti d’Europa. Ed è proprio l’Europa che nel 2050 chiederà a tutti paesi membri di aver completato quell’iter normativo che porterà al “consumo di suolo zero”. Paesaggio, ambiente e territorio sono il contesto in cui vivono i cittadini ed è dovere della politica gestirne i mutamenti con una visione lunga: questa legge incontra l’opposizione di lobbies che ancora agiscono per favorire uno sviluppo del paese legato a scelte che vanno a detrimento del paesaggio e dell’ambiente. Dimostriamo in questa legislatura che sta finendo di aver operato fino alla fine solo nell’interesse dei cittadini, di tutti, quelli di oggi e quelli di domani senza timidezza e senza cedimenti, recuperando così anche un rapporto più profondo e solido tra loro e la politica.