POSCIA, PIÙ CHE ‘L DOLOR POTÈ ‘L CEMENTO

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Pochi giornali hanno dato rilievo ad una notizia solo in apparenza secondaria: il Consiglio dei Ministri ha deciso ieri di impugnare la legge regionale sarda sull’edilizia, approvata a metà luglio dall’assemblea regionale sarda. Non si tratta di una notizia secondaria, per almeno tre ragioni. La prima, è che il Governo con questo atto conferma che la tutela del Paesaggio è entrata nell’agenda politica nazionale. Già dal primo conflitto di attribuzione negli anni scorsi con la passata giunta sarda di Ugo Cappellacci, passando poi per la vivace discussione con quella ligure di Toti, per poi arrivare a questo ultimo e recente atto, il Governo ha cominciato ad intervenire con decisione in questo senso, quando ha ritenuto – secondo me sinora sempre a ragione – che l’inestimabile Paesaggio italiano fosse messo a rischio da atti amministrativi regionali. Un interventismo sanzionatorio che è poi stato accompagnato da altri atti, come l’istituzione dopo tanti anni di stasi dell’Osservatorio Nazionale per la Qualità del Paesaggio e l’istituzione della Giornata Nazionale del Paesaggio, celebrata per la prima volta lo scorso marzo. Non a caso ad ottobre si terranno i primi Stati Generali del Paesaggio, segno che tale tema è oramai parte integrante di ogni moderna cultura di governo.

La seconda ragione per cui la decisione di ieri è comunque una notizia, sta nel fatto che tale sciagurata linea in cui il paesaggio viene visto come vuoto a perdere venga riproposta malgrado la discontinuità politica che ha visto passare la Sardegna dalla giunta Cappellacci (Pdl) a quella attuale guidata da Pigliaru (Pd). In questo caso forse conta più il cemento che i partiti di riferimento, e non è certo una buona notizia. Soprattutto visto che è oramai lampante per tutti che un buongoverno del territorio è in realtà il governo del contesto nel quale vivono i cittadini e che ha ricadute fondamentali sulla qualità della loro vita. È anche soprattutto nel caso di Regioni come la Sardegna un investimento economico ma anche e la premessa per evitare catastrofi ambientali e morti future.

La terza notizia, infine, è secondo me la migliore, ed è di buona qualità etica e civile: il governo ha deciso di procedere nonostante la famiglia politica della Giunta e del Ministro competente (e proponente, in Consiglio dei Ministri, dell’impugnazione) sia la stessa. Più che il dispiacere fece dunque premio la tutela delle coste e del paesaggio sardo, che stanno a cuore a tutti gli italiani. Perché fanno parte di quel Paesaggio che è la cifra culturale più caratteristica della nostra identità nazionale. Un bene supremo, da tutelare a spregio di ogni pressione corporativa, interesse economico o appartenenza politica. E questo il MiBACT cerca di farlo ogni giorno attraverso l’opera meritoria delle proprie Sovrintendenze.