LA CULTURA ANCHE COME IMPRESA, UNA STRADA CHE IL NOSTRO PAESE DEVE INTRAPRENDERE

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Nei giorni scorsi si è tenuta a L’Aquila la Conferenza nazionale “la cultura fa impresa” organizzata da Federculture, che ha visto la partecipazione di presidenti di fondazioni (tra cui il Fai), direttori di poli espositivi, amministratori e rettori.

L’obiettivo è quello di valorizzare le straordinarie potenzialità dell’industria culturale italiana, il cui valore annuale si attesta intorno ai 100 miliardi di euro, coinvolge oltre 115 milioni di visitatori l’anno e si struttura in un sistema che comprende, oltre ai musei, anche le aree archeologiche, le biblioteche e le aree naturali protette presenti sul nostro territorio.

L’industria culturale italiana sta crescendo ma c’è ancora molta strada da fare per ottenere risultati concreti. Condivido e rilancio quindi l’appello di Federculture di promuovere l’impresa culturale attirando investimenti e sostenendo le buone pratiche per la governance delle strutture: la cultura è il segno distintivo del nostro paese e richiede non solo massima attenzione alla tutela del patrimonio culturale ma anche iniziative che tengano conto del fatto che per noi rappresenta un importante bacino di occupazione che necessita di attrarre i giusti investimenti , creando solide e trasparenti sinergie tra settore pubblico e privato.

Un tema per me molto importante come ex Presidente del Fai ma anche perché si tratta di una strada utile ad allinearci con gli altri Paesi, non soffocati come il nostro da vincoli burocratici e dalla mancanza di adeguati strumenti operativi.

 

Per saperne di più:

– Leggi l’Articolo del Corriere della Sera