ITALIA SICURA E LA PREVENZIONE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO: A CHE PUNTO SIAMO

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Ieri a Roma ho partecipato al convegno “La salvaguardia dei beni culturali dai rischi naturali”, un incontro su un tema fondamentale per il nostro Paese, per il territorio, per il patrimonio e più in generale per la nostra identità culturale che, soprattutto negli ultimi anni, è stata messa a dura prova.

L’evento è stato organizzato da Italia Sicura – la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico della Presidenza del Consiglio – insieme al MiBACT e al Ministero dell’Ambiente. Sono stati messi in evidenza tutti gli interventi svolti finora per ridurre il rischio idrogeologico e anche tutto ciò che si è pianificato per il futuro con l’obiettivo principale di tutelare i cittadini italiani ma anche l’importante patrimonio storico artistico di cui gode il nostro Paese.

Un confronto istituzionale che ha visto la partecipazione di esponenti del mondo politico e non, dal ministro per la Coesione Territoriale e del Mezzogiorno Claudio De Vincenti al Presidente del FAI Andrea Carandini.

Ho ribadito nel mio intervento la necessità di approvare rapidamente una legge sul consumo di suolo anche come strumento di prevenzione in un Paese nel quale la cementificazione ha rappresentato il presupposto più evidente all’aumento del rischio idrogeologico. Ho anche sottolineato l’importanza del paesaggio la cui gestione è strumento fondamentale per la messa in sicurezza di un territorio così ricco anche di patrimonio culturale. Purtroppo dobbiamo recuperare un ritardo decennale ma l’obiettivo è chiaro e segna un importante passaggio nell’approccio: dall’emergenza alla prevenzione. Questo è l’obbiettivo di ItaliaSicura.

 

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