DALLA QUESTIONE GRANDI NAVI A QUELLA DEI CENTURIONI: URGE UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

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La notizia di ieri riguardo la sospensiva del Tar del Lazio sul problema dei centurioni al Colosseo lascia per l’ennesima volta il nostro Paese in una situazione di incertezza. Un’altra dimostrazione di come i Tribunali Amministrativi, il cui potere decisionale riguarda le materie più varie, siano diventati ormai il simbolo di un’Italia sospesa.

Dopo l’accoglimento del ricorso di Venezia Terminal Passeggeri, con il conseguente respingimento per mancanza di rotte alternative dell’ordinanza per la limitazione del transito delle navi da crociera nel canale della Giudecca e nel bacino di San Marco, la decisione sulla questione dell’Anfiteatro Romano va a complicare il già grave problema del decoro dei centri storici.

La nostra Capitale rischia di finire ostaggio dei centurioni i quali, proprio per il tipo di “professione” che esercitano, al limite dell’abusivismo, non possono essere assimilabili agli artisti di strada e, quindi, non può essere loro applicata la regolamentazione disposta dal Campidoglio.

Decisioni come queste evidenziano una perdurante mancanza di consapevolezza da parte dei Tribunali Amministrativi che, nonostante siano le legittime autorità in caso di anomalie o errori procedurali, necessitano di una riforma poiché, con il loro comportamento, rischiano di screditare, oltre alla dignità dei siti, anche quella di tutti gli enti, pubblici e privati, e quella dei singoli cittadini che ogni giorno operano con l’unico scopo di tutelare e valorizzare i nostri beni culturali.

 

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