CON IL BIOTESTAMENTO L’ITALIA È PIÙ LAICA E CIVILE. IL SENATO NON FERMI QUESTO CAMMINO

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Ieri è stata approvata alla Camera, con una larga maggioranza, la legge che garantisce il rispetto delle disposizioni di qualunque individuo maggiorenne sul proprio fine vita.

Erano anni che si aspettava che l’Italia si adeguasse a quanto era già stato normato in gran parte dei Paesi europei e quindi non si può che celebrare la giornata di ieri come un passo storico verso il riconoscimento di un diritto da tempo atteso.

Ma perché questo passo sia completo è necessario l’ulteriore passaggio al Senato, dove le maggioranze politiche sono più pericolanti. Sarebbe gravissimo che una legge così importante sul principio di autodeterminazione che dovrebbe essere riconosciuto a qualsiasi essere umano si arenasse proprio adesso per questioni che nulla hanno a che fare col senso di questa battaglia. Una battaglia che deve continuare per la depenalizzazione dell’eutanasia.

Il tema dei diritti civili in Italia è stato sempre affrontato con colpevole ritardo e furibonde battaglie ideologiche, mosse da chi dimentica che l’Italia è e dovrebbe essere uno Stato laico e che il dovere del legislatore non è di fare crociate ispirate alle proprie convinzioni religiose. Questa volta la politica è stata secondaria in Parlamento e la scelta fatta, seppur meno radicale di quello che alcuni – tra i quali io – avrebbero voluto, è stata molto importante e ed equilibrata.

Si è dato quindi un segnale che speriamo serva per il futuro: quando si tratta di temi etici, di diritti appunto, non è l’equilibrio tra chi sostiene la maggioranza e chi l’opposizione a deciderne il destino ma la coscienza di ciascun parlamentare, che deve essere rivolta esclusivamente a rappresentare l’interesse e in questo caso i diritti dei cittadini.