#italiaBella È ANCHE IL PAESAGGIO

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È certamente apprezzabile l’attenzione di Matteo Renzi, nel suo ultimo intervento su Facebook, alle bellezze italiane e alla straordinaria diffusione di un patrimonio culturale su tutto il territorio nazionale. C’è però un aspetto che non viene considerato: il paesaggio. Il più prezioso dei nostri monumenti, il più raro, il più a rischio. Un danno al paesaggio è un danno perenne. Un Paese che non gestisce le trasformazioni del paesaggio con una politica lungimirante e coordinata è un Paese che dimentica non solo la propria costituzione ma anche la propria identità. L’Italia è fortemente antropizzata e quindi il paesaggio, qualunque esso sia – di natura o urbano – subisce mutamenti continui che soffrono di quel disordine amministrativo e normativo che ha da sempre accompagnato questa materia. Basti pensare che sono ben quattro i ministeri le cui politiche incidono sul paesaggio ma è al MiBACT che viene affidato il delicato compito di tutelarlo. Basti pensare alla costante contrapposizione tra norme di tutela e legislazione urbanistica, tra livello statale e livello locale. Di questa confusione e mancanza di chiarezza e strategia ne soffre il nostro paesaggio in modo irrimediabile nonostante lo sforzo di promuovere i piani paesaggistici. Ci vuole più coraggio, ci vuole più lungimiranza, ma soprattutto ci vuole la consapevolezza che se dobbiamo parlare nel modo più completo di identità culturale del nostro Paese è imprescindibile farlo attraverso la lettura del nostro paesaggio e quindi attraverso la necessità di tutelarlo.