NON FERMIAMO IL PAESE: SI RIPARTA ANCHE DALLA CULTURA E DAL PAESAGGIO

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Si è conclusa ieri la parabola del Governo Renzi. E per me un impegno governativo oramai più che triennale dove ho cercato di portare le competenze, i risultati e la passione civica che avevo maturato negli anni precedenti nel terzo settore e con il FAI. Di questa parabola ho condiviso senza riserve e con lealtà sia il movimento ascendente, cercando di portare il mio contributo dalle fila di Scelta Civica, sia quello discendente, conclusosi con la fine di Scelta Civica – esemplificata dalla dichiarazione per il No al referendum del senatore Monti – e poi con la sonora e inappellabile sconfitta del Governo al referendum costituzionale di domenica scorsa. In questo periodo questo impegno si è fuso insieme a quello di molti altri, a partire da quello dell’ex Ministro Franceschini, e proprio per questo non è stato vano: se oggi parliamo di tutela e di valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico come di due facce della stessa medaglia, di un “museo diffuso” capace di contribuire a fare dei flussi turistici non uno tsunami su pochi e oramai stremati luoghi ma una benefica marea diffusa su tutto il nostro territorio, e se oggi l’identità di questo territorio vede finalmente nella tutela del paesaggio la sua naturale chiave di volta, è perché molti di noi vi hanno lavorato. Dentro e fuori le istituzioni. E dentro e fuori le istituzioni tale impegno dovrà continuare, se vogliamo che l’Italia anche in questo diventi europea. Questo è per me il solo elemento di continuità in un momento di gradi rivolgimenti, perché è incardinato non solo in una funzione istituzionale per sua natura passeggera ma soprattutto nella mia intera biografia e scelta di vita.